frasi di senso compiuto in inglese ci sentiamo dire: "Potete parlare in italiano se volete". Prendiamo il bus per Victoria Station dove ci stava aspettando Valeria, arrivata il giorno prima. Peccato che invece di arrivare a Victoria ci ritroviamo a Liverpool Street Station. Prese dal panico mandiamo un messaggio a Valeria e intanto arruffiamo una richiesta d'aiuto a un signore. E ci sentiamo dire: "Italiani? Dite dite!". Insomma, con tutti 'sti italiani intorno ci sentivamo a casa. Ma arrivati finalmente a Victoria siamo state sicure di essere a Londra: i bus a due piani, le cabine telefoniche rosse e la gente che camminava coi beveroni in mano. Valeria ci ha portate a prendere qualche mappa della città e poi ci ha accompagnate al Campus dell'Hampstead (nella foto). Lì ci ha accolte alla raception un uomo dai denti d'oro che parlava una lingua a noi incomprensibile. La sua risposta a ogni nostra domanda era: "On monday". Avremmo cioè dovuto fare tutto il lunedì. Ci mancava un modulo che loro dicevano di averci spedito. Ma tanto per cambiare se ne sarebbe riparlato...on monday, all'apertura dell'ufficio. Ci accompagna alle stanze e lì incontriamo Michele, arrivato la mattina presto. La stanza è carina: ampi drappeggi, la classica moquette, un piccolo lavandino, una scrivania, l'armadio, il letto e un tavolino. E...una poltrona inglese che fa venire voglia di sedersi a sorseggiare uno Scotch mentre si guardano fuori dalla finestra le siepi e la gente che passa nel cortile tra le luci degli altri edifici del Campus. Quello che ci ha lasciato un po' lì sono i bagni comuni, alquanto angusti.
Intanto Martina, Simona e Stefano che fine avevano fatto? Il volo di Martina era in ritardo di 10 ore, Simo e Ste avevano l'arrivo previsto per sera tardi e sono arrivati tutti e tre nella notte, quando ormai noi eravamo già a letto da un pezzo...

Nessun commento:
Posta un commento