mercoledì 30 gennaio 2008

Genius at work

Il blog è in pausa. Sto cercando di scrivere il report per Simon. Ce la farò?

martedì 29 gennaio 2008

Siamo sani come pesci (and chips)





Sospettavo che Mary non fosse inglese. E infatti oggi ci svela di essere irlandese. Parliamo con lei di qualche atteggiamento particolare che abbiamo notato negli inglesi e che ci ha sorpreso. Per esempio vediamo spesso che quando i bambini piccoli piangono, i genitori non se ne curano per nulla e li lasciano gridare a squarciagola finchè non sono esausti. Oppure non capiamo come mai quando salutiamo le persone che incontriamo al campus o al college queste si mostrano stupite e spesso non rispondono nemmeno al saluto. E' difficile comprendere una cultura così diversa dalle altre e soprattutto dalla nostra, ma siamo qui apposta per questo.
Abbiamo poi un'interessante discussione sul KS4 (Key Stage 4), sull'importanza per gli studenti delle attività ai musei, sugli obiettivi di raccolta, analisi, interpretazione dei dati negli esperimenti scolastici, sull'acquisizione degli alunni delle capacità di esprimersi in un linguaggio corretto e di scambiare le proprie opinioni con gli altri.
Dopo pranzo facciamo un check up. Cioè volontari del centro sportivo del King's College offrono misurazioni di statura, peso, girovita, pressione, tasso di grasso attraverso l'impedenza bioelettrica, e alla fine ci forniscono un quadro sulla nostra salute e il nostro rischio di malattie cardiovascolari. Noi siamo in perfetta forma, anche se io con tutti questi dolci non la materrò a lungo. Ci fanno anche vogare e il mio punteggio è molto buono, per cui al ritorno a Pavia mi iscriverò al canottaggio (ovviamente scherzo). Ci sono degli stand che mostrano la quantità di grassi in vari cibi e rimaniamo impressionati da quanti ce ne sono nel "fish and chips". Ma come si fa a rinunciare?...è troppo buono! Dei modellini fantastici mostrano gli effetti del fumo sui polmoni e sulle arterie e dopo tutto ciò, mi sottopongo pure al test della felicità. I risultati li avrò per posta elettronica, ma non credo di aver bisogno di leggere quella mail per sapere che sono felice.
Su consiglio di Mary, dopo una passeggiata in centro, andiamo a cercare i Mount street gardens, dei giardinetti segreti racchiusi in un anfratto nel cuore della città. Un sentierino ci conduce in una chiesa dove per qualche minuto perdiamo contatto con il mondo esterno e rimaniamo assorti ad ascoltare un silenzio surreale a due passi dal traffico cittadino.

lunedì 28 gennaio 2008

La stele di Chiaretta: the Chiaretta stone



This is for my not italian friends. On the Rosetta stone I saw different languages, this post will be in english and in italian, so I called it "the Chiaretta stone".
Hi my friends, how are you? I'm fine and London is beautiful (you can see all the pictures). The King's College is very nice and here I attend science lessons: it's a science training to become a teacher. I also go to school and I observe everything, so I can have some starting point and I can bring english teaching style in Italy if I want. Today I had a lesson about Epistemology. It was very interesting and we tolked about the importance of evidence in science at school. Then I went to the Library because I was looking for an article we have to read for the next week.
And while I was going to the library, I bought the King's College mug, because at school each teacher has his own mug. And I bought a special tea into the Twinings shop. Then I went home and now I'm going to read an article for tomorrow.
See you soon
Questo post è per i miei amici non italiani. Sulla stele di Rosetta ho visto diverse lingue, questo post sarà in Inglese e in Italiano, così l'ho chiamato: "la stele di Chiaretta".
Ciao amici miei, come state? Io bene e Londra è bellissima (potete vedere tutte le foto). Il King's College è molto bello e qui seguo lezioni di scienze: è un tirocinio di scienze per diventare un'insegnante. Vado anche a scuola e osservo ogni cosa, così posso avere alcuni spunti e se voglio posso portare lo stile dell'insegnamento inglese in Italia. Oggi ho seguito una lezione di epistemologia. E' stata molto interessante e abbiamo parlato dell'importanza delle prove nella scienza a scuola. Poi sono andata alla biblioteca perchè stavo cercando un articolo che dobbiamo leggere per la prossima settimana. E mentre stavo andando in biblioteca ho comprato la tazza del King's College, perchè a scuola ogni insegnante ha la sua tazza personale. E ho comprato un tè speciale al negozio Twinings. Poi sono tornata a casa e ora sto per leggere un articolo per domani.
A presto.

domenica 27 gennaio 2008

Troppo British!




Sfogliando le pagine della guida di Londra si legge: "Il British Museum è uno dei più grandi e importanti musei di storia del mondo...". Allora stamattina Michele e io andiamo in esplorazione. Entriamo e rimaniamo letteralmente a bocca aperta: enorme museo e straordinaria struttura. Dopo esserci ripresi capiamo subito che neanche dedicando un intera settimana esclusivamente al museo saremmo riusciti a vederne la metà. Leggiamo sulla mappa le cose imperdibili e decidiamo di iniziare da quelle. Al primo posto è la "Stele di Rosetta", la lastra in granito che riporta un'iscrizione in tre differenti grafie: geroglifico, demotico e greco e che ha consentito nel 1822 la comprensione dei geroglifici. Poi scendiamo al piano di sotto dove ci sono esposizioni di oggetti africani e scopriamo che alle ore 12.00 ci sarà una guida gratuita: non possiamo perderla. Così, dopo una sbirciatina alle sculture del Partenone (i marmi di Elgin, che il governo greco rivorrebbe indietro), torniamo per l'appuntamento e Susan ci spiega tutti i segreti del mondo africano che si nascondono tra gli oggetti esposti. Molto interessante e molto bello, ma alla fine è già l'una e abbiamo fame e mal di schiena. Usciamo dal museo e siamo investiti da una puzza terribile di cipolla. Viene da un banchetto all'entrata che vende hot dogs. Dobbiamo provarne uno prima di tornare in Italia, ma oggi non ce la sentiamo e optiamo per un panino normale. Vista la bella giornata, dopo pranzo abbandoniamo il museo che visiteremo in seguito un po' alla volta e andiamo a Oxford street. Oxford street è piena di gente che fa acquisti, mega negozi e grandi offerte. Passeggiando tra souvenirs e oggetti caratteristici ci offrono un assaggio di tè inglese al miele, albicocca e vaniglia. Il Cream Puff è il dolce della giornata, il profumino ci raggiunge che ancora siamo lontani e quando arriviamo capiamo subito che questa è un'altra specialità da provare. Ma oggi no: basta schifezze e roba fritta o dolce, almeno un giorno di pausa ce lo concediamo. Entriamo ai magazzini Selfridges , che sono un po' come Harrods. Da Selfridges ci sono delle cose così particolari che rimango incantata e in un'ora riesco solo a vedere il primo piano dove mi fanno assaggiare dei cioccolatini ripieni di crema decisamente squisiti (e il proposito di poche righe sopra sfuma). Mentre son lì che mi diverto a provare i profumi mi invitano a sedermi e a provare anche il fondotinta. Truccata e profumata sono pronta per una serata al pub, ma ancora una volta siamo troppo stanchi e arrivati alla fine di Oxford street torniamo a casa, dove ci aspetta la torta per festeggiare in ritardo il compleanno di Liliana (e il proposito sfuma una seconda volta).

sabato 26 gennaio 2008

Longitudine est, longitudine ovest



Oggi ho partecipato a una gara ciclistica con Armstrong, ho tenuto un discorso al fianco di Bush e di Blair, ho salvato Indiana Jones e ho conosciuto John Wayne. Ci sono riuscita perchè sono stata al museo delle cere di Madame Tussauds. E' stato molto bello, ci siamo trovati anche inseguiti da serial killer nella camera degli orrori e lo spavento era continuo perchè non si distinguevano le statue di cera dagli uomini in carne e ossa.
Nel pomeriggio siamo tornati a Greenwich e questa volta il meridiano è stato nostro. All'interno dell'osservatorio un museo particolarmente interessante con attività e filmati sull'astronomia. Un breve salto al museo navale e dopo la spesa a casa, stanchissimi.

Una notte al museo

Altro che una notte ci vorrebbe per visitare tutto il museo di Storia Naturale! E' immenso...
...e bellissimo. Il padiglione sul corpo umano mi prende davvero tanto: modelli di cellule giganti, esercizi sulla memoria, un neurone attraverso il quale far passare il segnale che raggiunge le sinapsi saltando da un nodo di Ranvier all'altro, la meravigliosa storia della nascita di un bambino monitorata passo passo dal suo concepimento, il battito cardiaco che riecheggia nella sala, aumenta e diminuisce ed ecco spiegata in un filmato l'azione dell'adrenalina. Arrivo in ritardo all'appuntamento con Mary perchè mi perdo assorta tra filmati e modellini. Gli altri sono già alla panchina e stanno parlando con lei spiegandole cosa hanno trovato di interessante. Io non dico niente perchè per ora tutto è stato interessante, forse un po' difficile per i più piccoli, ma ho notato tanti papà che spiegavano amorevolmente le cose ai loro bimbi avidi di conoscenza.
Si riparte per vedere la parte ecologica-ambientale. Questa parte non mi entusiasma molto, un po' appariscente, ma tanto fumo e poco arrosto. Mary ci commissiona un lavoro a gruppi e noi salendo sulla scala mobile ci accorgiamo che stiamo per raggiungere...il centro della Terra. Sì, e da lì tutto un percorso ci porta a una piattaforma che riproduce un negozio di alimentari. A un certo punto tutto trema, i barattoli oscillano, le tazze stanno per cadere e poi scosse di assestamento: abbiamo assistito alla riproduzione di un terremoto. Questo fatto ci fa rabbrividire perchè molto realistico e così svolgiamo la nostra unità didattica prendendo spunto da quello che abbiamo visto e provato. Infine ci ritroviamo con Mary e relazioniamo le nostre unità didattiche. Dopo un panino decido che in futuro dedicherò un'altra giornata al museo, ma ora vado con Liliana a cercare di farmi fare la student travel card che ci farà risparmiare un bel po' di sterline sul prossimo abbonamento. Torniamo a casa stanche dopo vari giri e code per uffici, ma alla sera ci riprendiamo e siamo pronte per domani ad affrontare nuove avventure.

giovedì 24 gennaio 2008

Broccoli? No, grazie...

Parto assonnata per andare a scuola. Arrivo alle 8.30 e all'ingresso mi danno il solito cartellino di visitatore che mi attacco alla camicia. Ora posso entrare. La scuola è un labirinto e a stento riesco ad arrivare al laboratorio, nonostante quel percorso l'abbia già fatto 1000 volte. Trovo Kjade al computer che sta finendo di compilare dei moduli da consegnare al mentore per relazionare l'attività didattica della giornata. Suona la campanella e si entra in classe. Avrei voluto avere con me una videocamera. Non mi sembra vero di assistere a una lezione del genere. I ragazzini entrano tutti in silenzio e si sistemano con calma ai loro posti. Uno di loro distribuisce i quaderni e diligentemente ricopiano quello che Kjade proietta alla lavagna (delle domande sull'erosione e la frammentazione delle rocce nell'acqua). Quando tutti hanno risposto per iscritto (sempre in religioso silenzio) Kjade vuole sapere quello che hanno scritto e loro alzando la mano intervengono discutendo in modo così educato e rispettoso degli altri da farmi quasi commuovere. Kjade distribuosce a tutti una pietra sabbiosa e un pezzo di granito. Loro osservano la forma e misurano il peso di entrambi. Infilano la pietra sabbiosa in una bottiglia e il granito in un altra e poi si passano le bottiglie facendo a gara a chi le scuote di più. Alla fine si confrontano i bordi e il peso delle pietre prima e dopo l'agitazione e si medita sui risultati costruendo un grafico. Anche Kjade rimane stupita dal comportamento dei ragazzini che la volta scorsa avevano fatto un po' di casino, anche se comunque era casino dovuto all'entusiasmo. Prepariamo la lezione successiva, questa volta per i ragazzi più grandi. Qui la situazione è diversa. La maggior parte segue tranquillamente, ma tre o quattro no e addirittura rispondono al cellulare, che subito viene sequestrato. Mentre un cellulare è nelle mani del mentore, squilla. Allora il mentore risponde: "Hello?! No, he can't. I'm the teacher!". Tutti ridono e si sdrammatizza. Poi il mentore si siede accanto a questi ragazzi e tenta di farli seguire la lezione. Intanto Kjade parla dell'acqua di mare, dell'evaporazione e della desalinazione. Prepara i bunsen e si fa evaporare l'acqua salata. Tutti si lanciano ipotizzando cosa succederà e qualcuno non si convince del fatto che il sale non stia evaporando assieme all'acqua. Dopo la lezione breve discussione tra Kjade e il mentore, che come sempre le dà utili consigli per migliorare il suo insegnamento. Finalmente si pranza. Quando mi avvicino alla mensa però mi impaurisco. Perchè c'è la cuoca che è un donnone scorbutico che lancia ogni volta delle urlate che ti fanno trasalire. Prende il cibo, lo schiaffa con noncuranza nel piatto e te lo porge con una smorfia dicendo: "neeeext". Insomma, sembra proprio la distribuzione del rancio alle truppe. C'erano i broccoli e non li volevo, ma il donnone quando ho detto "no, thanks" m'ha fatto un ghigno così orribile che ho dovuto mangiarli per forza.
Dopo pranzo lezione: riprendiamo la classificazione di vertebrati- invertebrati con dei quiz e dei lavori di gruppo. Vengono mostrati insetti e aracnidi (morti e ben conservati in vasi e teche), ma una ragazzina ha paura e non vuole guardare. I suoi compagni le corrono dietro con il barattolino del ragno e tutti ridono. Anche per oggi la scuola finisce, torno a casa e ci prepariamo per la gita di domani al museo di Storia Naturale con "Mary Poppins".

mercoledì 23 gennaio 2008

Science museum II

Stamane vado a scuola dove mi aspetta Kjade per la partenza. Si va in gita al "Science museum". Dopo l'appello e la divisione in gruppi prendiamo la metro e siamo presto arrivati. I ragazzi sono entusiasti e si tuffano a curiosare tra le varie attività, ma vengono subito convogliati in una stanza dove li aspetta un "explainer", un ragazzo del museo che spiega loro l'elettricità. Con l'aiuto di volontari pescati tra il pubblico si sperimentano elettricità e magnetismo, si passa da atomi ed elettroni a Faraday e alla sua gabbia. Tra prove di forza, salti, torce e quiz i ragazzi si lasciano coinvolgere dando il meglio di loro stessi. Poi si va a perlustrare il padiglione del museo con i tantissimi exibit sulla fisica che noi già avevamo visto con Mary venerdì. Lì ci si diverte tanto. Si pranza al sacco e nel pomeriggio mi stupisco perchè, mentre gli insegnanti si riposano tranquilli sulle panchine, i ragazzi vengono lasciati liberi di gironzolare per una parte del museo. Sono davvero bravini, non combinano guai, rispondono a gruppi alle domande di un questionario che viene loro somministrato e le cui risposte sono nascoste tra le esposizioni del museo. Molti vanno a comprare dei gadget tra i quali un aeroplanino che continuiamo a far svolazzare per tutto il tragitto che ci riporta a scuola. E infine dopo la spesa torno stanca a casa, dove scambio le impressioni sulla giornata con gli altri.

martedì 22 gennaio 2008

Meridiano... navale

Oggi arriviamo in anticipo al King's e scambiamo due chiacchiere con Mary. Mary è un'insegnante davvero gentile e ci mette a nostro agio. A me ricorda molto un'altra Mary: Mary Poppins. Perchè ha un bel sorriso, è serena e mi trasmette tranquillità. Parla lentamente così che tutti la capiamo bene, ci mette enfasi in quello che fa ed è molto mimica: agita le mani, strizza gli occhi. Mi aspetto che da un momento all'altro appaia Bert lo spazzacamino che ci porta a ballare sui tetti. Ma questo non accade e dopo una lezione nella quale relazioniamo sull'esperienza a scuola e leggiamo un estratto dal National Curriculum riguardante il KS3 (scuola dagli 11 ai 14 anni), col vento da Nord Ovest e il nostro ombrellino voliamo a Greenwich dove cerchiamo il famoso meridiano. Non lo troviamo e ci perdiamo cercando di recuperare Stefano e Valeria. Ci accontentiamo allora della visita al museo navale (nella foto) e torneremo un'altra volta per scalare la collinetta che porta all'osservatorio.

lunedì 21 gennaio 2008

Grafici e Turnham Green

Oggi arriviamo al King's College e veniamo divisi. Ciascuno di noi è in gruppo col proprio "buddy", ma Kjade è assente. Allora mi mettono assieme ad altri. Il lavoro che dobbiamo fare riguarda i grafici: grafici corretti, grafici errati, grafici da costruire, grafici da inventare. Per lunedì abbiamo articoli da leggere e compiti da fare. Poi si pranza in mensa. Michele ha un breve colloquio con Simon, che verrà a trovarci domani dopo la lezione. Una volta fuori, Michele, Liliana e io andiamo con Valeria a Turnham Green, un sobborgo di Londra con parchi e negozietti. In uno di questi Liliana compra una sciarpa calda per difendersi dalla freddezza degli inglesi, mentre io mi consolo mangiando un dolce ripieno di crema e marmellata di mirtilli. Inizia a piovere, ritorniamo in metro e andiamo a casa, dove scopro che proprio a Turnham Green nel 1827 morì Ugo Foscolo.

domenica 20 gennaio 2008

I took it easy

In questo week-end me la sono presa con calma. Tempo libero, pioggia e un po' di stanchezza: ne ho approfittato per leggere, scrivere, fare il bucato, due passi in mia compagnia.
Ieri sera una Guinnes con gli amici e oggi al Regent's Park, grigio e pioviginoso, ma affascinante. E ho iniziato il report per Simon.

venerdì 18 gennaio 2008

Science museum

Le ho trovate! Almeno 2 cose che nella scuola inglese non vanno. La prima l'avevo già notata, ma pensavo fosse un caso limitato alle poche lezioni che fin'ora ho seguito. Invece gli altri mi hanno confermato che anche nelle loro scuole il LIVELLO è molto BASSO. Non stiamo parlando tanto degli alunni, quanto piuttosto degli insegnanti. La seconda è che anche qui, come mi dice Simona, esistono ragazzi INDISCIPLINATI e a volte strafottenti ed è quello che ha osservato nella sua scuola.

Ma torniamo a noi...

Oggi grande visita a uno dei musei più belli e famosi: siamo stati al Science Museum (http://www.sciencemuseum.org.uk/).







Ci siamo divertiti un sacco con i giochi di luce e acqua. Eravamo accompagnati da Mary che ci ha fatto da guida per un paio di padiglioni. Poi Mary ci ha dato un lavoro da fare a coppie, una sorta di unità didattica. Dopo avergliela esposta ci ha lasciati liberi e noi dopo un panino e un "caffè" inglese abbiamo finito di vedere il museo: attività manuali, pannelli, esposizioni e tanto tanto altro.






Finito lì siamo andati da Harrods: magnifico! A proposito...quando arrivano i soldi della borsa? Perchè qui è l'ultima settimana di saldi... ;-)







giovedì 17 gennaio 2008

Interazione

La mia scuola si trova a North Wembley e scegliendo il bus come mezzo di trasporto stamattina sono passata davanti allo stadio di Wembley.
Oggi la mia prima vera interazione con la classe. Ho preparato le descrizioni di alcuni animali e le ho lette ad alta voce. I ragazzi dovevano capire a quali animali si riferivano. Alla fine un bonus ai vincitori. Tutto ciò per farli esercitare sulla classificazione di vertebrati e invertebrati. E' andata bene, anche se a volte non capivano in quanto non enfatizzavo l'H come fanno loro.
Kjade e il mentore hanno tenuto una lezione sugli agenti atmosferici che modificano le rocce e poi ai sedicenni con il "debito" lezione specifica sulle radiazioni e compito di scrivere una relazione per la settimana prossima che verrà valutata.
Ho aiutato Kjade a preparare le lezioni e mi ha fatto notare che nella scuola sono presenti slide in Power Point già pronte su pressochè tutti gli argomenti. Non resta che pescarle, rimaneggiarle in funzione di quel che si vuole fare e la lezione è fatta. Me le farò passare sicuramente perchè sono molto interessanti. Altre cose da sottolineare: in questa scuola regna la disciplina, ci sono 4 aule informatizzate (una per i prof.) nelle quali, ci tengo a precisare, i computer sono funzionanti e all'ultimo grido, laboratori con le cappe, computer portatile per segnare gli assenti, mensa attrezzata con cibo buono e a basso costo, palco teatrale nell'aula magna, biblioteca, palestra e chissà quant'altro che ancora non ho visto. Simona ci riporta una cosa interessante: nella sua scuola hanno problemi di soldi. "Qualcosa che ci accomuna finalmente", pensiamo...E invece no: il loro problema è che ne hanno talmente tanti che non sanno come spenderli. Un collega a scuola mi ha chiesto oggi: "Com'è in Italia la scuola? Come qui?". Che dovevo dire? Ho risposto: "E' diversa, perchè la società è diversa, il contesto è diverso...". Ma non so se sono stata convincente.

mercoledì 16 gennaio 2008

Il primo giorno di tirocinio

Oggi per la prima volta ho avuto un momento di reale nostalgia dell'Italia. Mi trovavo in metropolitana e andavo a scuola per il primo giorno di tirocinio ed ero intenta nel seguire il percorso sulla mappa per non sbagliare. A un certo punto dall'altoparlante una voce dice qualcosa (ma io colgo solo che ci sono dei problemi e bisogna cambiare treno). Panico: la sera prima mi ero studiata per benino la mia strada, e adesso cosa faccio? La metro si ferma, tutti scendono e aspettano. Intanto passa un altro treno, molla giù tutti i passeggeri e riparte. Lo stesso col treno successivo. Nel frattempo mi studio una via alternativa, ma ecco che arriva il quarto treno e la gente sale in massa. E io mi accodo, senza sapere bene perchè. Che brutto quando non sai cosa sta succedendo e quando nel tuo inglese maccheronico chiedi: "che succede?" e ti rispondono: "non ne ho la più pallida idea!". Arrivo a destinazione in ritardo di 20 minuti e la mia "buddy" non c'è. Meno male che avevo visto dove era la scuola sulla cartina e mi avvio. Mentre cammino dei ragazzini attraversano la strada correndo e uno viene investito da un'auto. Sangue ovunque. Panico. Per fortuna non sembra niente di grave, si rialza e il conducente dell'auto lo soccorre. Non posso fare nulla e allora proseguo. Arrivo a scuola e la mia "buddy" è già lì. Il ragazzo ferito è un alunno della scuola e la segretaria avverte i genitori per telefono.
Poi la giornata cambia decisamente in meglio.
Accompagno Kjade a preparare la lezione del pomeriggio sugli incroci di Mendel e le leggi della genetica. E dopo un'oretta si va in classe. Belle classi, non c'è che dire: ampie, luminose, con appesi i lavori dei ragazzi, con la lavagna multimediale e quella bianca col pennarello. Rubinetti ai banchi e circa 20 posti a sedere. Ambiente accogliente, a parte l'immagine del volto di Newton sopra alla lavagna con scritto: "Newton is watching you...".
I ragazzi hanno 13-14 anni, tutti in divisa e l'argomento della lezione è "le piogge acide". Oltre a Kjade sono presenti il suo mentore, Johnny, e l'insegnante di sostegno. Kjade inizia con una domanda stimolante e invita i ragazzi a pensare e a scrivere ciò che hanno pensato. Poi segue una discussione alla quale i ragazzi partecipano attivamente. Durante l'introduzione di nuovi concetti (pochi) seguono in religioso silenzio e poi viene data loro un'attività: devono disegnare su un foglio piegato in 3 una causa, una conseguenza e una soluzione per il problema delle piogge acide. Infine si va a pranzo, si esce dall'aula a uno a uno, a patto di aver prima risposto correttamente a una domanda fatta da Kjade inerente la lezione. Mi colpisce che i ragazzi laciano a scuola libri e quaderni e questo mi piace perchè l'aula ha così l'aspetto di una casa, con i professori che hanno le tazze sulla cattedra e quando hanno sete bevono. Sembra di stare in una cucina a chiacchierare tra amici. Dei ragazzi mi chiedono aiuto per disegnare, altri sono più incuriositi dal fatto che vengo dall'Italia e mi chiedono delle squadre di calcio. Kjade ha un meeting con Johnny che le spiega come organizzare i prossimi argomenti e le dà utili suggerimenti su come comportarsi in classe. Andiamo a pranzo. In mensa prendiamo da mangiare, ma poi meglio stare in aula professori. Perchè? Perchè chiamarla aula non è proprio la parola adatta. E' grande circa 3 delle nostre aule e ci sono tante poltrone comode, tavoli e un banchetto per il tè o il caffè. Non mancano nemmeno freccette e bersaglio per un po' di svago. Infine un altro meeting con i tirocinanti, niente lezione di Mendel e a casa.
Una volta qui scopro che non per tutti è stata una buona giornata come la mia a causa di problemi burocratici e della disorganizzazione del King's College nel trovare scuole accoglienti disponibili.

martedì 15 gennaio 2008

Il sistema scolastico inglese






Oggi lezione interessante. Incontriamo Mary, l'insegnante che ci spiega come funziona il sistema scolastico inglese nel dettaglio. Ci chiede un po' quello che sappiamo o quello che pensiamo di sapere e ci conferma la nostra idea che in Inghilterra la scienza è considerata una materia importante e si cerca di dare rilevanza agli aspetti pratici della disciplina. Ci dice che in una scuola i laboratori di scienze sono tanti, in funzione del numero delle classi. Ci parla del reclutamento degli insegnanti che vengono assunti dall'"head teacher", una specie di preside, in funzione del curriculum e delle conoscenze acquisite. Se c'è penuria di insegnanti per una certa materia, il docente che si propone può contrattare il suo salario che comunque in genere è sempre abbastanza alto.
Vediamo l'evoluzione del sistema scolastico inglese nel tempo, l'introduzione del Curriculum Nazionale da parte di Margaret Thatcher e Mary ci spiega come le scienze intervengono nei programmi di ciascun livello scolastico. La scuola dell'obbligo qui incomincia a 5 anni e finisce a 16 (la scuola primaria va dai 5 agli 11 anni, la secondaria dagli 11 ai 16 e dai 16 ai 18). Quasi tutti continuano gli studi fino ai 18 anni dove si deve raggiungere il livello A attraverso un esame per potersi iscrivere all'Università. A 14 anni si può scegliere tra tre possibilità quante ore di scienze seguire alla settimana.
Mary ci spiega cosa dobbiamo osservare domani al tirocinio. Dovremo occuparci dell'osservazione dell'attività di laboratorio e cercare di capirne l'efficacia. Osservermo mezzi e strumenti usati dall'insegnante e tante altre cose. Intanto ci arriva un compito da svolgere commissionatoci da Simon: dobbiamo tenere un diario delle nostre giornate e rispondere ad alcune domande perchè alla fine vuole una relazione con le nostre attività a Londra e a scuola.
Altri compiti in preparazione alla visita al museo di scienze e poi si va a pranzo. A tutti è stato associato un "buddy" ormai, ma ci sono problemi perchè le scuole sono lontane e non sappiamo come arrivare. Passiamo il pomeriggio a cercare Christine e Melissa e in stazione a controllare i percorsi. Io sono stata abbastanza fortunata, ma alcuni di noi sono davvero scomodi o non hanno mai incontrato di persona il loro "buddy". Liliana deve raggiungere la zona 6, molto lontana da qua e oltre ai mezzi le hanno suggerito di prendere la bicicletta...forza Lil, pedala! E pensa a me, che stanotte dormo senza lenzuola...

lunedì 14 gennaio 2008

My "buddy"

Stamattina mi hanno affidato al "buddy". Cos'è esattamente un "buddy"? E' uno dei nostri compagni londinesi che si offre (o viene costretto a offrirsi) di accompagnarci nella scuola dove sta svolgendo il tirocinio e ci fa assistere alle sue lezioni. Ciascuno di noi italiani ne ha uno, ma non ancora a tutti è stato asseganto. Il mio "buddy" è una lei e si chiama Kajade. Sono fortunata perchè sembra gentile e disponibile. Inizierò il tirocinio osservativo seguendola in classe mercoledì.
In programma per oggi avevamo una lezione comune. Di solito la biologia è separata dalla chimica, ma non questa volta. Il motivo è che avremmo dovuto affrontare un argomento che prescindeva dal contenuto della discipilna scientifica. Abbiamo parlato infatti di CASE. L'acronimo CASE significa Cognitive Acceleration Throught Science Education. Il CASE è un programma basato sulle idee dello psicologo Piaget e sugli stadi di sviluppo cognitivo da lui individuati. E' fondato sul ragionamento induttivo e incoraggia i ragazzi a muoversi da esempi concreti a generalizzazioni astratte, mettendo in rilievo i conflitti cognitivi. Come per tutte le lezioni, dopo la spiegazione teorica di un'ora con esempi e quiz sul Grocaro (un fantasioso fertilizante per carote) si passa alla pratica. Ci vengono dati dei materiali: cartoncini, immagini, descrizioni delle attività. Dobbiamo per esempio trovare un modo di classificare gli esseri viventi presenti in un'immagine e di discutere sulle difficoltà o i misconcetti che potrebbero avere i ragazzi (a volte per esempio pare che si dimentichino dell'uomo e degli insetti). Ci distribuisono poi dei cartoncini con disegnati gli uccelli presenti in Inghilterra e ci viene chiesto di costruire una classificazione efficace sempre tenendo conto delle difficoltà. Le altre attività hanno argomenti diversi, ma presentano tutte lo stesso schema di lavoro.
Per l'attività pratica si lavora in gruppi di 4 persone al massimo, gli insegnanti girano e danno spiegazioni o sollecitano l'attività dando suggerimenti. Le aule sono spaziose e molto ben fornite.
I nostri "colleghi" ci chiedono della silsis. Si stupiscono del fatto che studiamo 7 anni prima di insegnare poichè loro dopo 3 si laureano e poi frequentano questo corso annuale che si chiama PGCE (Postgraduate Certificate in Education) fatto per lo più di tirocinio a scuola. L'Inghilterra inizia a conquistarmi ;-)



Il ponte di Londra






Oggi mi alzo presto ed esco a fare due passi cercando una chiesa per seguire la messa. E' strano perchè da noi la maggior parte delle chiese sono cattoliche e quando se ne trova una che non lo è quasi non ci si fa caso. Qua invece anglicani e cattolici hanno pressochè lo stesso peso. Mi trovo in una via che fa da ponte tra due chiese: da un lato i cattolici, dall'altro gli anglicani. Da che parte andare? Stamattina non scelgo: assisto a entrambi i riti.
Nel pomeriggio siamo stati alla cattedrale di St. Paul: bellissima. E poi passeggiando lungo Tamigi fino al ponte di Londra che alla sera con le luci è davvero uno spettacolo.
Dopo cena una partita a ping-pong e riunione progetto Leonardo.

domenica 13 gennaio 2008

CAMDEN TOWN







Ieri c'era un bel sole e così ne abbiamo approfittato per esplorare i dintorni e siamo andati a fare una passeggiata nel parco di Hampstead Heath. Che pace e che tranquillità tra le grandi distese verdi e il cielo azzurro.
Dal silenzio del parco al chiasso festoso delle bancarelle di Camden Town. Un mercatino straordinario fatto di luci e colori, suoni e sapori. Una svendita ci ha permesso di assaggiare piatti esotici a basso costo e di assalire assieme ad altri golosi consumatori la bancarella delle ciambelle.
Alla sera siamo usciti in un locale del centro e siamo tornati tardi.