venerdì 11 gennaio 2008
Fish and chips
Ma non è vero che in Inghilterra si mangia male! Oggi fish and chips da leccarsi i baffi dopo aver assistito al cambio della guardia a casa della regina Elisabetta. Cambio della guardia che si è svolto con una bella cerimonia sulle note della musica de "I magnifici sette".E poi a vedere la Westminster Abbey (per ora da fuori perchè entrare costava davvero troppo). Siamo entrati al Parlamento, ma prima ci hanno perquisiti a dovere, come nei film! La poliziotta mi ha guardata con aria sospetta dicendomi che nella borsa avevo un coltello. Cavolo era vero: il mio coltellino svizzero. Ma non mi ha fatto problemi e sono passata. Che bella la camera dei Lord e assistere al dibattito che vi si svolgeva è stato fantastico, anche se non ho capito nulla! Sia la camera dei Lord che la camera dei Comuni sembrano dei salotti dove si tiene una piacevole discussione nella quale ogni membro può intervenire esprimendo la propria opinione. C'erano anche gli uomini col parrucchino bianco!
All'uscita ecco la pioggia. Ma era bellissimo, perchè la luce dei lampioni si rifletteva nelle pozzanghere e il Big Ben si innalzava davanti a noi maestoso lasciandoci a bocca aperta. Il suono di quella campana è meraviglioso e siamo rimasti incantati ad ascoltarlo. Infine dopo una spesa veloce siamo corsi a casa e gli altri ci aspettavano in centro per uscire, ma eravamo troppo stanchi e così siamo rimasti qui a berci una birra.
mercoledì 9 gennaio 2008
Enjoy London!
Oggi da programma era giornata da dedicare allo studio personale. Infatti abbiamo iniziato a studiare personalmente Londra. La mattina è frizzante e c'è il sole. Il vento è forte, ma si sta bene. Usciamo un po' di corsa perchè ci siamo organizzati male non tenendo conto del tempo. Stefano, Liliana, Martina e io dobbiamo incontrare Valeria a Piccadilly Circus. Gli altri ci raggiungeranno poi. Come si fa a descrivere Londra? Non si può. Non ci riesco. E' una serie di magiche composizioni che danno piacevoli emozioni. Un giro tra le viette attorno a Piccadilly, un po' di finto schopping, una pausa per un caffè americano e poi a vedere Covent garden con una serie di negozietti e il sottofondo musicale degli artisti. Pittoresco davvero. Troviamo gli altri a Trafalgar square e ci cimentiamo in esercizi per misurare la potenza dei nostri muscoli. Infatti sono lì allestiti dei padiglioni per sponsorizzare le olimpiadi del 2012. Dopo la ginnastica andiamo a pranzo. Io assaggio la famosa english breakfast: bacon, salsiccia, uovo, fagioli, pane tostato imburrato e tè. Davvero ottima, anche se un po' pesantina. Passiamo dal St. James's Park dove gli scoiattoli si avvicinano e mangiano noccioline dalle nostre mani. In lontananza il Buckingham Palace. Continuiamo a camminare ed ecco i soldatini. Domani verremo a vedere il cambio della guardia. Come potevamo non entrare alla National Gallery? Quadri magnifici: Van Gogh, Monet, Canaletto,....Non facciamo in tempo a vederli tutti. Torneremo anche qui. Il quadro più bello fin'ora? Per me è quello nella foto qua sopra: "Lake Keitele" di Akseli Gallen-Kallela, un artista finlandese. In questo dipinto è raffigurato un lago che si trova in finlandia e le strisce bianche orizzontali sono le tracce lasciate dalla barca dell'eroe mitologico Väinämöinen che solca le acque. Da lontano l'acqua sembra vera. Si prende il bus e si torna a casa.
Qualcuno sul nostro piano esiste. Mentre ceniamo scambiamo quattro chiacchiere. Si chiama Stuart e viene dal nord dell'Inghilterra. Le sue particolarità? Mangia panini alla cipolla e va in giro a piedi nudi per i corridoi, i bagni e la cucina.
Dopo cena esploriamo l'Hampstead e scoviamo la sala tv (bellissima, praticamente un salotto) e la sala dei giochi. Conosciamo un romano che alloggia nel nostro campus e tentiamo senza successo di noleggiare il ping-pong. Intanto Ste, Vale e Marti sono usciti per vivere la London by night.
martedì 8 gennaio 2008
Prime lezioni
Oggi vediamo di non fare tardi e arriviamo in super anticipo in aula. Veniamo divisi in due gruppi da tre, mentre Michele segue da solo chimica. Io sono con Ste e Liliana. Appare nella prima slide un uomo obeso ed è subito chiaro che si parlerà di salute e alimentazione. Siamo in prima fila e Christine inizia a parlare a raffica. Probabilmente nessuno sapeva del nostro arrivo e non c'è per noi nessun "buddy". Ci affidiamo allora ai compagni di banco, ma non sembrano molto diligenti: non prendono appunti e uno di loro continua a fissare il vuoto. Finalmente la lezione si anima quando Christine inizia a fare domande e la discussione fiorisce. Quasi tutti intervengono con partecipazione. Peccato non riuscire ancora a inserirsi nel discorso, ma seguiamo attenti. Poi Christine ci coinvolge in una prova con dei sacchi pesanti da raccogliere velocemente e ci illustra altri tre esperimenti per spiegare didatticamente l'educazione alimentare. A gruppi dobbiamo farne uno. Il mio gruppo è particolarmente sfortunato perchè ci tocca il calorimetro, ma c'è qualche problema e non funziona. Il nostro collega opera maldestramente e rovescia tutta l'acqua appena messa. Mentre asciughiamo il bancone l'altra collega fa cadere un cilindro che va in mille pezzi. Allora Christne viene in nostro auito, ma dopo molti tentativi purtroppo non riusciamo a ottenere alcun risultato. Gli esperimenti degli altri però sono riusciti e ce li raccontano. L'attrezzatura a disposizione abbonda. Questi inglesi, bisogna dirlo, sono davvero forniti e dotati di ogni moderna apparecchiatura.Andiamo a mangiare alla mensa: abbiamo solo un'ora. Ed eccoci di nuovo in aula. Questa volta i gruppi si scambiano e dobbiamo fare esperimenti sull'osmosi e sulla reazione dell'amilasi. Ora i risultati sono apprezzabili, ma l'altra insegnante, Melissa, parla davvero troppo veloce ed è difficilissimo starle dietro. Meno male che i ragazzi ci danno una mano perchè ogni tanto ci perdiamo...
Alla fine l'altro gruppo ci raggiunge e la discussione finale verte sull'esperienza che ogni gruppo ritiene essere stata più significativa.
Prima di andar via chiediamo informazioni sul "field trip". Ci danno un indirizzo internet sul quale guardare e ci dicono che forse possiamo ancora parteciparvi.
Infine decidiamo di andare a trovare un nostro amico del College al quale stiamo simpatici perchè adora l'Italia. Si chiama Reeaz e fa il barista. Ci accomodiamo al bar e cosa prendere se non un tè inglese con un muffy per rilassarci un po'?
Dopo la spesa quotidiana e il pedinamento da parte di un tipo losco siamo arrivati a casa. Ora si cena e domani ci concederemo una abbondante colazione inglese e faremo un giretto in centro dato che ancora non abbiamo visto nulla.
Dopo la spesa quotidiana e il pedinamento da parte di un tipo losco siamo arrivati a casa. Ora si cena e domani ci concederemo una abbondante colazione inglese e faremo un giretto in centro dato che ancora non abbiamo visto nulla.
L'incontro con Simon
Stamattina ci alziamo presto. L'appuntamento è per le 9.00 all'ufficio dell'Hampsted per compilare i moduli e sbrigare tutte le faccende classificate "on monday". Facciamo così un po' di ritardo all'incontro con Simon, che ci aspettava per le 11.00. E non abbiamo nemmeno il Barbera per farci perdonare. Ci lascia due ragazze italiane studenti master in lingue a spiegarci due cose e poi arriva Christine, la nostra responsabile di scienze. Arrivato anche Simon ci spiega che dobbiamo andare a fare la carta del college, ma l'ufficio è chiuso fino alle 14.00 e comunque è stato spostato in una sede provvisoria per mancanza di corrente elettrica. Allora parte l'odissea alla ricerca di questo ufficio. Il King's College è davvero bellissimo, ma ahimè anche molto grande e labirintico. Vediamo in lontananza la London Eye (la ruota panoramica) e il Big Ben. Pranziamo alla mensa, e ci fiondiamo all'ufficio dove ci spediscono a fare la card e lì mi accorgo che il mio cognome è diventato "Manciani". Allora torno all'ufficio, faccio cambiare il nome, di nuovo a fare la card e poi si cammina fino alla libray per ottenere la password per internet. Fatto questo corriamo da Simon il quale ci racconta di Londra e del sistema scolastico inglese e ci regala un libro da studiare. Poi ci dice di non aver provveduto ai mezzi di trasporto così ci lanciamo in una nuova avventura alla ricerca dell'abbonamento della metropolitana, tutt'altro che facile da ottenere con scarse informazioni e con una venditrice di giornali che ti urla nelle orecchie. E poi a casa, cena e a dormire. Domani conosceremo il nostro "buddy"che ci accompagnarà a seguire delle lezioni.Perlustrazione
La domenica ci alziamo un po' tardino e ci salutiamo raccontandoci le prime impressioni. Il piano sembra vuoto. Ogni tanto passa qualche ragazzo, ma tira dritto senza neanche salutare. Decidiamo di andare fuori e comprare dei viveri. La sera prima eravamo andati giusto a comprare 2 cose per la colazione, i pelati, la pasta e l'indispensabile per sopravvivere in una cucina che non ha mai sentito parlare di igiene. Torniamo nel pomeriggio e dopo pranzo usciamo di nuovo per esplorare nuovi negozi: ci mancano ancora piatti e posate. Non troviamo nulla perchè domenica i negozi chiudono presto. Torniamo e aspettiamo Valeria che viene a trovarci per cena. Dopo cena
un meeting per parlare di quello che avremmo fatto il giorno dopo. E poi a nanna.
un meeting per parlare di quello che avremmo fatto il giorno dopo. E poi a nanna.
Arrivo a Londra
frasi di senso compiuto in inglese ci sentiamo dire: "Potete parlare in italiano se volete". Prendiamo il bus per Victoria Station dove ci stava aspettando Valeria, arrivata il giorno prima. Peccato che invece di arrivare a Victoria ci ritroviamo a Liverpool Street Station. Prese dal panico mandiamo un messaggio a Valeria e intanto arruffiamo una richiesta d'aiuto a un signore. E ci sentiamo dire: "Italiani? Dite dite!". Insomma, con tutti 'sti italiani intorno ci sentivamo a casa. Ma arrivati finalmente a Victoria siamo state sicure di essere a Londra: i bus a due piani, le cabine telefoniche rosse e la gente che camminava coi beveroni in mano. Valeria ci ha portate a prendere qualche mappa della città e poi ci ha accompagnate al Campus dell'Hampstead (nella foto). Lì ci ha accolte alla raception un uomo dai denti d'oro che parlava una lingua a noi incomprensibile. La sua risposta a ogni nostra domanda era: "On monday". Avremmo cioè dovuto fare tutto il lunedì. Ci mancava un modulo che loro dicevano di averci spedito. Ma tanto per cambiare se ne sarebbe riparlato...on monday, all'apertura dell'ufficio. Ci accompagna alle stanze e lì incontriamo Michele, arrivato la mattina presto. La stanza è carina: ampi drappeggi, la classica moquette, un piccolo lavandino, una scrivania, l'armadio, il letto e un tavolino. E...una poltrona inglese che fa venire voglia di sedersi a sorseggiare uno Scotch mentre si guardano fuori dalla finestra le siepi e la gente che passa nel cortile tra le luci degli altri edifici del Campus. Quello che ci ha lasciato un po' lì sono i bagni comuni, alquanto angusti.
Intanto Martina, Simona e Stefano che fine avevano fatto? Il volo di Martina era in ritardo di 10 ore, Simo e Ste avevano l'arrivo previsto per sera tardi e sono arrivati tutti e tre nella notte, quando ormai noi eravamo già a letto da un pezzo...
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