

Sono partita mercoledì nel pomeriggio assieme a Kajade. Siamo arrivate a Juniper Hall verso le 17.00. Il tempo di sistemarci nelle camere (da 8) e poi cena alle 18.00 con una buona zuppa calda, carne, carote e zucchine (niente cipolle...strano!). Dopo cena la responsabile della struttura ci ha informato sulla sicurezza (uscite d'emergenza, cosa fare in caso di incendio, ecc...) e ci ha fatto un quadro dei servizi della casa (bar, giochi, attività, biblioteca, equipaggiamento, ecc...). Poi ci siamo divisi a gruppi e degli esperti ci hanno parlato di come affrontare rischi e pericoli nei field trip con i ragazzi (equipaggiamenti adeguati, possibilità che cadano in acqua,...) ed eventuali enti ai quali rivolgersi in caso di necessità o dubbi. Infine discussione su situazioni spiacevoli che ci si può trovare ad affrontare in gita quando si è a capo di un gruppo di ragazzi (es: cosa fai se una mattina scopri che un ragazzo ha passato la notte nella camera delle ragazze?).
Infine la serata si è conclusa al bar, dove i colleghi inglesi e gli insegnanti hanno comprato e bevuto fiumi di vino rosso. Abbiamo giocato a carte e poi a nanna.
Giovedì mattina ci siamo preparati il sandwich per il pranzo. C'erano anche dolcetti e snack a profusione, yogourt e frutta. Per colazione ho chiesto del latte caldo e gli inglesi mi hanno guardata con aria schifata. Alle 8.00 del mattino sarà normale berlo come fanno loro: freddo e accompagnato da fagioli e salsicce...
Dopo aver infilato gli stivali e i pantaloni impermeabili, una breve introduzione in aula su quello che ci saremmo aspettati di trovare al fiume, e siamo partiti col pullmino per il river. Una volta lì, la nostra guida ci ha spiegato come fare a raccogliere i campioni e noi abbiamo eseguito le istruzioni, campionando sulla riva e nel mezzo. Abbiamo messo tutto nei barattoli e siamo tornati al campo base. Dopo pranzo abbiamo speso tutto il pomeriggio in classificazione e analisi statistiche (due brevi pause per un tè con la torta). Verso le 17.00 alcuni i colleghi inglesi hanno esposto delle presentazioni per parlare della possibilità di trasmettere informazioni attraverso la Tecnologia dell'Informazione e della Comunicazione (ICT). Cena indiana alle 18.00, accompagnata da un foglio con le frasi pronunciate da scienziati e personaggi importanti. Dovevamo abbinare le frasi ai personaggi. In questo gioco ha vinto il tavolo degli insegnanti...
Dopo cena gli inseganti avevano preparato una presentazione sull'importanza delle esperienze sul campo per le scuole per i diversi KS. Ci siamo poi preparati per la camminata notturna:
siamo saliti attraverso il bosco, le radici degli alberi sul terreno ci facevano scivolare, fango e rami ostacolavano il passaggio, ma il tutto rendeva la cosa incredibilmente emozionante. C'erano le nuvole che correvano veloci nel cielo, e la luce diffusa permetteva di vedere le ombre degli alberi. Il vento muoveva i rami e un profumo di corteccia e di erba bagnata ci ha accompagnato per tutto il tragitto, fino in cima alla collina. Una casa con una finestra illuminata è apparsa ai margini del sentiero e data l'atmosfera, non mi sarei stupita se fosse stata di marzapane. In cima si godeva un bel paesaggio, con le luci della città in lontananza. Storia di paura raccontata ai piedi di una torre abbandonata, ascolto del silenzio della notte, visita alla ghacciaia e poi ritorno a casa. La luna piena che emergeva dalle nuvole di tanto in tanto ci ha osservato camminare e la nebbilolina che poi è scesa mi faceva sembrare tutto come nel romanzo del Mastino dei Baskerville...
Sono crollata dal sonno. La mattina di venerdì abbiamo rifatto le stesse cose del giorno precedente, ma questa volta ci siamo occupati di piante e animali del sottobosco. Il tutto a un livello un po' inferiore, poichè l'attività era indirizzata ai ragazzini del KS3. Presentazione finale, ringraziamenti, foglio da compilare con la valutazione dell'esperienza e dopo merenda, ritorno all'Hampstead.
In fondo non è stato niente di eccezionale, dato che tutte le cose fatte al field trip, in qualche modo sono state fatte da noi anche all'università e alla SILSIS, ma diciamo che l'esperienza sul campo rende tutto più interessante e coinvolgente. Inoltre passare tre giorni nella campagna inglese è stata per me una bella esperienza e un buon modo per conoscere i dintorni londinesi. in più, ho parlato per tre giorni inglese e questo mi ha sicuramente giovato. Per loro credo che l'aspetto più importante sia stato il correlare l'esperienza al loro futuro insegnamento, dato che molti sono stati gli spunti utili e il vivere il field trip in gruppo ha sicuramente reso più collaborative le persone, aiutando a costruire un buon team di lavoro.







1 commento:
Fair!
Sarebbe bello poter scrivere tutte le cose che "sarebbe bello fare alla SILSIS" in un libro bianco...
Una sorta di critica costruttiva alla formazione dei docenti.
Una sorta di spinta a cambiare, iniziando noi per primi, senza lamentarci e basta.
Dall'altro lato ci vorrebero orecchie sagge e umili.
Ma questa è un'altra storia. Buonanotte.
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