venerdì 29 febbraio 2008

Underground

E dopo Cambridge...Oxford. Ieri sono stata a Oxford con Simona. Un giro per la città, che mi aspettavo simile a Cambridge e invece ho trovato completamente diversa. Chiese, parchi, il castello, il giardino botanico (che ci è piaciuto quasi più dei Kew Gardens), la Library, il museo, il negozio di Alice nel paese delle Meraviglie e gli innumerevoli Colleges.

Oggi invece un salto da Simon per i saluti, gli ultimi commenti sui nostri report e le nostre impressioni sull'esperienza. Per le mie impressioni dedicherò un altro post, domani, ultimo giorno a Londra.
C'è una cosa fondamentale della quale non ho ancora parlato: la metropolitana di Londra. Com'è? Bellissima! Innanzitutto è sparpagliata per tutta la città, praticamente in metro si arriva quasi ovunque. Poi ci sono tantissime linee che corrono anche parallele e i treni sono frequentissimi. Si bloccano facilmente per problemi alla linea elettrica, ma basta scendere e salire su un altro treno, o aspettare qualche minuto (un giorno Simona è rimasta intrappolata nel tunnel per 20 minuti). Ma la metropolitana è efficiente nel complesso. In certi punti sembra un nematode (un tubo dentro a un tubo), è pulita, è tutta in ordine, le indicazioni sono chiare (io che mi perdo nei corridoi del supermercato me la sono sempre cavata), sono presenti videocamere (questo anche sugli autobus), qualche musicista che suona canzoni dei Beatles con la chitarra e lunghe interminabili scale mobili. Quando si viaggia in metropolitana si ha l'impressione di andare verso il centro della Terra perchè ti si tappano addirittura le orecchie. E quando si deve uscire e ci si impiega 10 minuti per rivedere il cielo ci si rende conto di quanto hanno scavato in profondità e si rimane stupiti. A ogni fermata viene detto il nome della stazione, le eventuali linee di cambio, o i punti di attrazione turistica nonchè l'immancabile: "MIND THE GAP between the train and the platform", ovvero "stai attento al buco tra il treno e il marciapiede". Ti avvertono anche che le porte si stanno per chiudere e che devi tenerti a una certa distanza. L'autista parla alla gente dicendole se ci sono problemi alla linea, a cosa sono dovuti, il tempo di attesa e cose del genere. Per salire sulla metro è indispensabile la OysterCard, una carta che si striscia su un lettore e ti permette di accedere ai treni e di uscire dalla metro. Automaticamente viene conteggiata la spesa relativa al viaggio che si è fatto (a seconda delle zone nelle quali si è stati) e sottrae il relativo costo del tragitto: mitico! E se fai un abbonamento della metropolitana, anche solo per la zona centrale, questo comprende l'utilizzo di tutti gli autobus Londinesi. Anche se io la metropolitana di Londra la trovo bella, comoda, orinata, pulita, utile, efficiente e, tutto sommato, per il servizio che offre, neanche poi così costosa, forse i Londinesi non ne sono soddisfatti, tant'è che Stuart (il nostro amico dell'Hampstead campus) ci ha fatto conoscere questa canzone, dedicata appunto alla loro metropolitana. Non traduco il testo, dato che il significato è abbastanza chiaro ;-)



















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