venerdì 18 gennaio 2008

Science museum

Le ho trovate! Almeno 2 cose che nella scuola inglese non vanno. La prima l'avevo già notata, ma pensavo fosse un caso limitato alle poche lezioni che fin'ora ho seguito. Invece gli altri mi hanno confermato che anche nelle loro scuole il LIVELLO è molto BASSO. Non stiamo parlando tanto degli alunni, quanto piuttosto degli insegnanti. La seconda è che anche qui, come mi dice Simona, esistono ragazzi INDISCIPLINATI e a volte strafottenti ed è quello che ha osservato nella sua scuola.

Ma torniamo a noi...

Oggi grande visita a uno dei musei più belli e famosi: siamo stati al Science Museum (http://www.sciencemuseum.org.uk/).







Ci siamo divertiti un sacco con i giochi di luce e acqua. Eravamo accompagnati da Mary che ci ha fatto da guida per un paio di padiglioni. Poi Mary ci ha dato un lavoro da fare a coppie, una sorta di unità didattica. Dopo avergliela esposta ci ha lasciati liberi e noi dopo un panino e un "caffè" inglese abbiamo finito di vedere il museo: attività manuali, pannelli, esposizioni e tanto tanto altro.






Finito lì siamo andati da Harrods: magnifico! A proposito...quando arrivano i soldi della borsa? Perchè qui è l'ultima settimana di saldi... ;-)







giovedì 17 gennaio 2008

Interazione

La mia scuola si trova a North Wembley e scegliendo il bus come mezzo di trasporto stamattina sono passata davanti allo stadio di Wembley.
Oggi la mia prima vera interazione con la classe. Ho preparato le descrizioni di alcuni animali e le ho lette ad alta voce. I ragazzi dovevano capire a quali animali si riferivano. Alla fine un bonus ai vincitori. Tutto ciò per farli esercitare sulla classificazione di vertebrati e invertebrati. E' andata bene, anche se a volte non capivano in quanto non enfatizzavo l'H come fanno loro.
Kjade e il mentore hanno tenuto una lezione sugli agenti atmosferici che modificano le rocce e poi ai sedicenni con il "debito" lezione specifica sulle radiazioni e compito di scrivere una relazione per la settimana prossima che verrà valutata.
Ho aiutato Kjade a preparare le lezioni e mi ha fatto notare che nella scuola sono presenti slide in Power Point già pronte su pressochè tutti gli argomenti. Non resta che pescarle, rimaneggiarle in funzione di quel che si vuole fare e la lezione è fatta. Me le farò passare sicuramente perchè sono molto interessanti. Altre cose da sottolineare: in questa scuola regna la disciplina, ci sono 4 aule informatizzate (una per i prof.) nelle quali, ci tengo a precisare, i computer sono funzionanti e all'ultimo grido, laboratori con le cappe, computer portatile per segnare gli assenti, mensa attrezzata con cibo buono e a basso costo, palco teatrale nell'aula magna, biblioteca, palestra e chissà quant'altro che ancora non ho visto. Simona ci riporta una cosa interessante: nella sua scuola hanno problemi di soldi. "Qualcosa che ci accomuna finalmente", pensiamo...E invece no: il loro problema è che ne hanno talmente tanti che non sanno come spenderli. Un collega a scuola mi ha chiesto oggi: "Com'è in Italia la scuola? Come qui?". Che dovevo dire? Ho risposto: "E' diversa, perchè la società è diversa, il contesto è diverso...". Ma non so se sono stata convincente.

mercoledì 16 gennaio 2008

Il primo giorno di tirocinio

Oggi per la prima volta ho avuto un momento di reale nostalgia dell'Italia. Mi trovavo in metropolitana e andavo a scuola per il primo giorno di tirocinio ed ero intenta nel seguire il percorso sulla mappa per non sbagliare. A un certo punto dall'altoparlante una voce dice qualcosa (ma io colgo solo che ci sono dei problemi e bisogna cambiare treno). Panico: la sera prima mi ero studiata per benino la mia strada, e adesso cosa faccio? La metro si ferma, tutti scendono e aspettano. Intanto passa un altro treno, molla giù tutti i passeggeri e riparte. Lo stesso col treno successivo. Nel frattempo mi studio una via alternativa, ma ecco che arriva il quarto treno e la gente sale in massa. E io mi accodo, senza sapere bene perchè. Che brutto quando non sai cosa sta succedendo e quando nel tuo inglese maccheronico chiedi: "che succede?" e ti rispondono: "non ne ho la più pallida idea!". Arrivo a destinazione in ritardo di 20 minuti e la mia "buddy" non c'è. Meno male che avevo visto dove era la scuola sulla cartina e mi avvio. Mentre cammino dei ragazzini attraversano la strada correndo e uno viene investito da un'auto. Sangue ovunque. Panico. Per fortuna non sembra niente di grave, si rialza e il conducente dell'auto lo soccorre. Non posso fare nulla e allora proseguo. Arrivo a scuola e la mia "buddy" è già lì. Il ragazzo ferito è un alunno della scuola e la segretaria avverte i genitori per telefono.
Poi la giornata cambia decisamente in meglio.
Accompagno Kjade a preparare la lezione del pomeriggio sugli incroci di Mendel e le leggi della genetica. E dopo un'oretta si va in classe. Belle classi, non c'è che dire: ampie, luminose, con appesi i lavori dei ragazzi, con la lavagna multimediale e quella bianca col pennarello. Rubinetti ai banchi e circa 20 posti a sedere. Ambiente accogliente, a parte l'immagine del volto di Newton sopra alla lavagna con scritto: "Newton is watching you...".
I ragazzi hanno 13-14 anni, tutti in divisa e l'argomento della lezione è "le piogge acide". Oltre a Kjade sono presenti il suo mentore, Johnny, e l'insegnante di sostegno. Kjade inizia con una domanda stimolante e invita i ragazzi a pensare e a scrivere ciò che hanno pensato. Poi segue una discussione alla quale i ragazzi partecipano attivamente. Durante l'introduzione di nuovi concetti (pochi) seguono in religioso silenzio e poi viene data loro un'attività: devono disegnare su un foglio piegato in 3 una causa, una conseguenza e una soluzione per il problema delle piogge acide. Infine si va a pranzo, si esce dall'aula a uno a uno, a patto di aver prima risposto correttamente a una domanda fatta da Kjade inerente la lezione. Mi colpisce che i ragazzi laciano a scuola libri e quaderni e questo mi piace perchè l'aula ha così l'aspetto di una casa, con i professori che hanno le tazze sulla cattedra e quando hanno sete bevono. Sembra di stare in una cucina a chiacchierare tra amici. Dei ragazzi mi chiedono aiuto per disegnare, altri sono più incuriositi dal fatto che vengo dall'Italia e mi chiedono delle squadre di calcio. Kjade ha un meeting con Johnny che le spiega come organizzare i prossimi argomenti e le dà utili suggerimenti su come comportarsi in classe. Andiamo a pranzo. In mensa prendiamo da mangiare, ma poi meglio stare in aula professori. Perchè? Perchè chiamarla aula non è proprio la parola adatta. E' grande circa 3 delle nostre aule e ci sono tante poltrone comode, tavoli e un banchetto per il tè o il caffè. Non mancano nemmeno freccette e bersaglio per un po' di svago. Infine un altro meeting con i tirocinanti, niente lezione di Mendel e a casa.
Una volta qui scopro che non per tutti è stata una buona giornata come la mia a causa di problemi burocratici e della disorganizzazione del King's College nel trovare scuole accoglienti disponibili.

martedì 15 gennaio 2008

Il sistema scolastico inglese






Oggi lezione interessante. Incontriamo Mary, l'insegnante che ci spiega come funziona il sistema scolastico inglese nel dettaglio. Ci chiede un po' quello che sappiamo o quello che pensiamo di sapere e ci conferma la nostra idea che in Inghilterra la scienza è considerata una materia importante e si cerca di dare rilevanza agli aspetti pratici della disciplina. Ci dice che in una scuola i laboratori di scienze sono tanti, in funzione del numero delle classi. Ci parla del reclutamento degli insegnanti che vengono assunti dall'"head teacher", una specie di preside, in funzione del curriculum e delle conoscenze acquisite. Se c'è penuria di insegnanti per una certa materia, il docente che si propone può contrattare il suo salario che comunque in genere è sempre abbastanza alto.
Vediamo l'evoluzione del sistema scolastico inglese nel tempo, l'introduzione del Curriculum Nazionale da parte di Margaret Thatcher e Mary ci spiega come le scienze intervengono nei programmi di ciascun livello scolastico. La scuola dell'obbligo qui incomincia a 5 anni e finisce a 16 (la scuola primaria va dai 5 agli 11 anni, la secondaria dagli 11 ai 16 e dai 16 ai 18). Quasi tutti continuano gli studi fino ai 18 anni dove si deve raggiungere il livello A attraverso un esame per potersi iscrivere all'Università. A 14 anni si può scegliere tra tre possibilità quante ore di scienze seguire alla settimana.
Mary ci spiega cosa dobbiamo osservare domani al tirocinio. Dovremo occuparci dell'osservazione dell'attività di laboratorio e cercare di capirne l'efficacia. Osservermo mezzi e strumenti usati dall'insegnante e tante altre cose. Intanto ci arriva un compito da svolgere commissionatoci da Simon: dobbiamo tenere un diario delle nostre giornate e rispondere ad alcune domande perchè alla fine vuole una relazione con le nostre attività a Londra e a scuola.
Altri compiti in preparazione alla visita al museo di scienze e poi si va a pranzo. A tutti è stato associato un "buddy" ormai, ma ci sono problemi perchè le scuole sono lontane e non sappiamo come arrivare. Passiamo il pomeriggio a cercare Christine e Melissa e in stazione a controllare i percorsi. Io sono stata abbastanza fortunata, ma alcuni di noi sono davvero scomodi o non hanno mai incontrato di persona il loro "buddy". Liliana deve raggiungere la zona 6, molto lontana da qua e oltre ai mezzi le hanno suggerito di prendere la bicicletta...forza Lil, pedala! E pensa a me, che stanotte dormo senza lenzuola...

lunedì 14 gennaio 2008

My "buddy"

Stamattina mi hanno affidato al "buddy". Cos'è esattamente un "buddy"? E' uno dei nostri compagni londinesi che si offre (o viene costretto a offrirsi) di accompagnarci nella scuola dove sta svolgendo il tirocinio e ci fa assistere alle sue lezioni. Ciascuno di noi italiani ne ha uno, ma non ancora a tutti è stato asseganto. Il mio "buddy" è una lei e si chiama Kajade. Sono fortunata perchè sembra gentile e disponibile. Inizierò il tirocinio osservativo seguendola in classe mercoledì.
In programma per oggi avevamo una lezione comune. Di solito la biologia è separata dalla chimica, ma non questa volta. Il motivo è che avremmo dovuto affrontare un argomento che prescindeva dal contenuto della discipilna scientifica. Abbiamo parlato infatti di CASE. L'acronimo CASE significa Cognitive Acceleration Throught Science Education. Il CASE è un programma basato sulle idee dello psicologo Piaget e sugli stadi di sviluppo cognitivo da lui individuati. E' fondato sul ragionamento induttivo e incoraggia i ragazzi a muoversi da esempi concreti a generalizzazioni astratte, mettendo in rilievo i conflitti cognitivi. Come per tutte le lezioni, dopo la spiegazione teorica di un'ora con esempi e quiz sul Grocaro (un fantasioso fertilizante per carote) si passa alla pratica. Ci vengono dati dei materiali: cartoncini, immagini, descrizioni delle attività. Dobbiamo per esempio trovare un modo di classificare gli esseri viventi presenti in un'immagine e di discutere sulle difficoltà o i misconcetti che potrebbero avere i ragazzi (a volte per esempio pare che si dimentichino dell'uomo e degli insetti). Ci distribuisono poi dei cartoncini con disegnati gli uccelli presenti in Inghilterra e ci viene chiesto di costruire una classificazione efficace sempre tenendo conto delle difficoltà. Le altre attività hanno argomenti diversi, ma presentano tutte lo stesso schema di lavoro.
Per l'attività pratica si lavora in gruppi di 4 persone al massimo, gli insegnanti girano e danno spiegazioni o sollecitano l'attività dando suggerimenti. Le aule sono spaziose e molto ben fornite.
I nostri "colleghi" ci chiedono della silsis. Si stupiscono del fatto che studiamo 7 anni prima di insegnare poichè loro dopo 3 si laureano e poi frequentano questo corso annuale che si chiama PGCE (Postgraduate Certificate in Education) fatto per lo più di tirocinio a scuola. L'Inghilterra inizia a conquistarmi ;-)



Il ponte di Londra






Oggi mi alzo presto ed esco a fare due passi cercando una chiesa per seguire la messa. E' strano perchè da noi la maggior parte delle chiese sono cattoliche e quando se ne trova una che non lo è quasi non ci si fa caso. Qua invece anglicani e cattolici hanno pressochè lo stesso peso. Mi trovo in una via che fa da ponte tra due chiese: da un lato i cattolici, dall'altro gli anglicani. Da che parte andare? Stamattina non scelgo: assisto a entrambi i riti.
Nel pomeriggio siamo stati alla cattedrale di St. Paul: bellissima. E poi passeggiando lungo Tamigi fino al ponte di Londra che alla sera con le luci è davvero uno spettacolo.
Dopo cena una partita a ping-pong e riunione progetto Leonardo.

domenica 13 gennaio 2008

CAMDEN TOWN







Ieri c'era un bel sole e così ne abbiamo approfittato per esplorare i dintorni e siamo andati a fare una passeggiata nel parco di Hampstead Heath. Che pace e che tranquillità tra le grandi distese verdi e il cielo azzurro.
Dal silenzio del parco al chiasso festoso delle bancarelle di Camden Town. Un mercatino straordinario fatto di luci e colori, suoni e sapori. Una svendita ci ha permesso di assaggiare piatti esotici a basso costo e di assalire assieme ad altri golosi consumatori la bancarella delle ciambelle.
Alla sera siamo usciti in un locale del centro e siamo tornati tardi.